il ruolo dei genitori di fronte alla evoluzione dei figli

Essere dei genitori richiede il coraggio del distacco, non solo quello fisico che avverrà quando i figli saranno più grandi ma anche quello relazionale laddove i bambini più piccoli, crescendo, mutano o riducono progressivamente il rapporto con i genitori in termini di coccole, di linguaggio e di tempi di vicinanza affettiva a meno che non siano i genitori stessi a castrarne la crescita imponendogli una infanzia caratterizzata da una soffocante nociva presenza.

Nostra figlia Matilde oggi compie 11 anni, è ormai una ragazzina che si affaccia alla sua preadolescenza, è cresciuta e certamente non appare più quella bambina con cui interagivamo fino a qualche mese fa. Lei stessa ha conquistato il suo spazio nel percorso di autonomia sia nei nostri confronti che verso il fratello e le sorelle, i quali hanno avvertito questa sorta di distacco con cui, in particolare Fabio Massimo, si sta confrontando essendo il “gemello” di Matilde perchè fanno le cose insieme da sempre anche se è minore di un anno ma si rende conto che la sorella bambina non è più tale mentre lui è ancora “piccolo”.

Una autonomia che sarà sempre maggiore nei prossimi anni, ove nella piena adolescenza potrà manifestarsi anche sotto forma di un eventuale conflitto con i genitori, niente di terribile, solo ciò che capita agli adolescenti nelle fasi in cui si preparano a staccarsi dalla famiglia, se questa glielo permette.

L’iper-protettività non serve a nulla, essere dei “controller” della vita dei figli nemmeno, occorre invece la consapevolezza dell’accompagnare i propri figli verso la loro autonomia, sulla quale dobbiamo investire e prepararli sin da piccoli sia per consentire loro di affrontare i propri ostacoli che per superare le nostre paure.

La cultura genitoriale italiana confonde spesso l’avere dei figli con il loro possesso, ove essere genitori significa “solo” crescere dei futuri adulti in grado di essere autonomi e, possibilmente, liberi dalle ansie e dalle angosce dei genitori stessi; il resto sono in gran parte doveri ricambiati dalla meraviglia delle emozioni che proprio i figli sanno regalarci, se resi sereni di farlo.

Il compleanno non è perciò solo un festeggiamento ma anche una opportunità di confronto per tirare le somme in generale, confrontandosi con le cosiddette competenze genitoriali e con le progressive esigenze dei figli che crescono.

Noi, Famiglia Piselli, abbiamo di fronte una ampia serie di compleanni attesa la quantità di popolazione infantile presente, ovvero i tanti figli di età differente dei quali Matilde è la maggiore ed il quinto figlio, che nascerà tra qualche mese, ci ricorda che “restare giovani” è un dovere.

Restare giovani non significa però giocare alla gioventù, altrimenti Fabio rischierebbe di indossare di nuovo la sua camicia hawaiana anni ottanta, ma concretizzare il valore dell’esperienza e delle risorse che possediamo, prima fra le quali la coscienza del nostro ruolo, ovvero quello di due genitori che stanno crescendo dei bambini in un modo forse meno tradizionale ma privo di quel terribile adulto-centrismo che impedisce ai bambini di essere tali…