due parole sull’essere una Mamma multipanciona…

Diventare Madre per la quinta volta, a 45 anni, può apparire come una scelta irresponsabile ed egoistica, oppure come il naturale risultato di quella più ampia scelta di vita del desiderare essere una Famiglia numerosa che, dopo la nascita del prossimo figlio, troverà certamente la sua soluzione nei raggiunti limiti di età.

Sono consapevole, come cosciente è mio marito Fabio, dei tanti rischi di partorire per la quinta volta dopo le difficoltà già affrontate nelle precedenti quattro gravidanze ma entrambi desideriamo questo bambino, felici di ogni ostacolo da affrontare per condividere le emozioni che i tutti i nostri figli rappresentano e donano a noi ed agli altri da noi, compreso coloro che si meravigliano del fatto che ho avuto tutti i miei figli dallo stesso marito, visto il crescente numero delle cosiddette famiglie allargate.

Essere genitori richiede infatti il coraggio delle emozioni di fronte anche ai momenti duri, alla paura, alla rinuncia ed ai sacrifici che questo ruolo impongono a chi se ne assume tutte le responsabilità, specialmente se multipancione e priva delle reti parentali di prossimità utili a donare quel supporto del quale, non nego, farei buon uso, fosse solo per pochi minuti al giorno.

Vi è in questa scelta la piena opportunità di vivere i sentimenti e le emozioni tanto ricchi ed appaganti quanto costanti e differenti nel corso dell’evoluzione di ogni figlio, ove ognuno di loro rappresenta un singolo mondo all’interno di un nucleo familiare che li accompagnerà fino alla vita autonoma.

Questo è in fondo il nostro impegno, ovvero quello di crescere dei bambini nel modo più sereno possibile per renderli autonomi ed indipendenti tali da saper gestire in modo sano quel cordone ombelicale che li lega a noi, senza vincolarli ad una famiglia di origine ingerente o incapace di distaccarsi.

E’ vero che ho paura quando il dolore si fa sentire, oppure quando avverto la serietà dei rischi ma tutto questo si riduce con le semplici carezze dei miei bambini e con gli abbracci di mio marito.

Sono fortemente convinta che essere dei genitori necessita del desiderio di diventarlo, non bastano cinque minuti creativi e nove mesi per figliare ma occorre avere la coscienza del significato del dare la vita e crescerla con tutti i requisiti idonei per renderla degna e, per farlo, l’amore e la sua più vera espressione rappresenta le fondamenta di tutto il rapporto vissuto in una famiglia.

Educare i figli alla serena espressione delle loro emozioni educa altresì noi genitori a saperci confrontare con loro con autorevolezza e, non, con la mera autorità, riuscendo così a comprendere le reali esigenze e non solo a soddisfarne i bisogni.

Ho con Fabio la consapevolezza di rappresentare la fabbrica dei futuri ricordi d’infanzia che avranno i nostri figli una volta diventati adulti, per questo ci impegniamo tutti i giorni ad offrirgli un confronto degno di memoria senza iper-proteggerli dai problemi che affrontiamo e senza costruire una immaginifica realtà di benessere, bensì offrendo il fare ed il saper fare ad esempio di quanto potranno attingere dalle risorse di tutta la Famiglia e dalle loro individuali capacità.

Viviamo un qui ed ora in ogni istante nel corso del tempo, mai uguale e soprattutto caratterizzato dal desiderio di vivere la vita in modo largo senza temerne la lunghezza.

Andiamo piano, quasi lenti, godendoci appieno la crescita dei nostri figli, con tutti i rischi che, il dare la vita, richiede…

Sara