noi vanlifers ed i benefici, e le difficoltà, del viaggio per i bambini…

Vivere viaggiando non significa raggiungere quante più località possibili ma sapere che il proprio stile di vita non è radicato esclusivamente ad un luogo e ad una casa.

Dal 2010 abbiamo scelto questa forma di esperienza per noi e per i nostri figli, senza identificarci in una sorta di finti hippies bensì restando noi stessi proiettati in una visione diversa del vivere la vita.

Chi ci incontra a bordo del nostro storico pulmino, grande abbastanza per contenerci tutti, osserva una Famiglia ordinaria condurre una esistenza meno ordinaria ma non per questo straordinaria, solo diversa.

Abbiamo la nostra casa, con la residenza ed il normale vivere, dalla quale partiamo ed in cui torniamo per poi ripartire per affrontare quelle esperienze utili a comprendere anche se sia giunto, o meno, il momento di tornare stanziali e vedere il viaggio solo come una vacanza.

Viaggiare, lentamente, in Italia e all’estero ha offerto ai nostri bambini uno specchio ampio sul confronto con le varie località e con il loro tessuto sociale culturale e relazionale, imparando ad interagire con persone di più lingue e colore senza pregiudizi o prevalenze di pensiero, consapevoli di essere parte di un mondo più grande di quella autoreferenzialità spesso manifestata da chi si erige a giudicante la vita altrui o basa il valore solo sui mezzi economici.

Essere dei vanlifers significa vivere il proprio mezzo come una casa itinerante ma diversa da un più comodo camper, con la possibilità inoltre di affittare una vera e propria abitazione per dei periodi più lunghi da trascorrere in una località anche per imparare una lingua straniera per esempio, come abbiamo più volte fatto nel corso degli anni.

Le comodità a bordo di un “van”, un pulmino che sostanzialmente è un furgone, sono ridotte e lo sono specialmente per una Famiglia numerosa come la nostra ed ecco una delle ragioni per la quale in alcune occasioni scegliamo di affittare un appartamento oppure di usufruire di un agriturismo a lungo termine se la stagione lo consente.

L’autonomia energetica è una delle prime necessità di ogni vanlifers, tra pannelli solari simili alla rete Echelon e batterie servizi di ogni tipo oltre alle prolunghe per attaccarsi alla rete elettrica nelle aree sosta attrezzata o, in alcune occasioni, anche alla presa di qualche abitante che si presta a far ricaricare le fonti di energia a bordo del van di chi disperatamente vaga con la spina in mano.

Nel nostro strano paese i vanlifers sono ancora visti come degli “zingari” anche se, specialmente tra i più giovani, vi è un ritorno al pulmino perché forse sono influenzati dalla filosofia anni settanta ma stanno imparando a vivere la libertà che viaggiare in questo modo offre, anche per un mero week end.

Il van richiede paradossalmente una cura maggiore di una casa, quasi maniacale in termini di manutenzione e di prevenzione dei vari problemi che possono manifestarsi nei momenti meno opportuni verso i quali è bene farsi trovare pronti.

Per quando ci riguarda osserviamo in egual misura sia una iniziale diffidenza che la curiosità di chi ci incontra nel corso dei nostri viaggi, i nostri tanti figli catalizzano le attenzioni ed il nostro negozio alimentare on line e la gastronomia itinerante ben spiegano quel che facciamo mentre, per il chi siamo, indirizziamo i curiosi verso questo Blog.

I vantaggi di questo stile di vita per i bambini sono numerosi sia in termini di confronto evolutivo che di praticità del vivere semplice, vi sono di contro anche degli svantaggi da compensare con le capacità dei genitori laddove la scuola parentale diventa una opportunità da saper cogliere oltre al riconoscere quando giunge il momento di tornare ad un radicamento territoriale prolungato, proprio per offrire ai bambini il confronto tra le esigenze ed i desideri.

I nostri figli sono tutti nati in luoghi diversi, sono cresciuti durante il viaggio ed hanno vissuto in più località frequentando la scuola ordinaria fino alla educazione parentale; hanno in buona sostanza trasportato la loro cameretta e gli oggetti affettivi con loro ovunque siamo stati senza subire il senso di distacco o di disorientamento emotivo.

Il periodo più lungo trascorso a casa nostra è stato durante la quarantena del covid, e ringraziamo il vivere in una remota borgata rurale per gli spazi che ci ha offerto rispetto ad un condominio cittadino nel quale probabilmente saremmo impazziti.

Questo stile di vita offre allo stesso tempo la più assoluta libertà ed impone il caro prezzo per viverla appieno, ad iniziare da un lavoro autonomo tale da poterlo svolgere ovunque fino al dovere di imparare ad affrontare le varie emergenze, dalla semplice febbre alle calamità naturali oltre a quei fatti più gravi come l’attentato di Nizza del 2016.

Abbiamo per questo educato i nostri figli al “gioco dell’emergenza” del quale parliamo in un altro articolo del Blog, per renderli capaci di gestire anche i momenti più brutti e difficili.

Il resto richiede solo di trasformare le scomodità in una opportunità, dalla doccia quotidiana al cucinare, per non rischiare di ritrovarsi dentro un Mc Donalds con i capelli sporchi e le ascelle minatorie.

In termini di spesa non siamo in grado di dire se questa vita costa poco, perché siamo tanti, rimane certo il fatto che offre molto se vissuta con umiltà e con la piena consapevolezza delle progressive esigenze dei figli.

I vanlifers sono ormai una comunità internazionale ma a differenza di altre forme associative ed identificative, consente ancora di conquistarsi il proprio spazio di indipendenza e di solitudine che in fondo, caratterizza ogni viaggiatore a lungo termine…